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3 designers italiane che dovresti conoscere

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D come donna, D come design:

in un mondo fatto decisamente di quote blu, il tocco e la presenza femminile di designers ed architette è davvero significativa. Lo sapevi? Dietro molte delle creazioni intorno a noi infatti c’è la firma di questo piccolo, grande esercito che inventa e reinventa di continuo il mondo tra sensibilità e contaminazione. 

Ti presentiamo pochi appunti sparsi intorno a tre delle figure più interessanti tra le (per fortuna) tante del panorama italiano. Eccole.

Gae Aulenti: è l’icona dell’architettura italiana al femminile. Scenografa, designer, urbanista, dalla laurea presso il Politecnico di Milano nel 1953 il suo percorso è costellato di progetti innovativi (innumerevoli) e successi internazionali (altrettanti). Sono di lei celebri la frase ‘l’architettura è un mestiere da uomini, ma ho sempre fatto finta di nulla’, il celebre progetto del Musée d’Orsay di Parigi e la sedia Pipistrello

Lina Bo Boardi: il suo percorso è fatto di voli pindarici e contaminazioni, tra design, musei ed editoria. E’ nota come vicedirettrice della storica rivista Domus, per la mitica sedia Bowl Chair e la frase ‘per un architetto, la cosa più importante non è costruire bene, ma sapere come vive la maggior parte della gente’. Gran parte della sua vita la trascorre in Brasile, dove il marito Pietro è invitato a dirigere il Museo d’arte di San Paolo.

Cini Boeri: è tra le prime designer a sperimentare materiali innovativi come il poliuretano espanso. Molto milanese, molto all’avanguardia, si laurea presso il Politecnico di Milano nel 1951 ed instaura una lunga e proficua collaborazione con il rinomato studio di Gio Ponti, che diventa suo mentore. Sono di lei celebri il divano Strips in poliuretano e la sedia Ghost Chair in vetro, oltre a numerose architetture private e non in quel de La Maddalena (ed altri dintorni sardi).